Dott.ssa Federica Bubini Regini

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IL PAZIENTE ANZIANO

28-01-2026 18:48

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Salute,

IL PAZIENTE ANZIANO

Breve guida alla gestione consapevole dell'età geriatrica dei nostri cani e gatti

LA GESTIONE DEL PAZIENTE ANZIANO “USQUE AD FINEM”

 

L’aumento dell’aspettativa di vita dei nostri animali, è una realtà consolidata che è stata ottenuta grazie ai cambiamenti gestionali e socio sanitari degli ultimi decenni. Un progresso che può definirsi tale solo se non ci coglie impreparati di fronte alla gestione di un paziente con esigenze specifiche e caratteristiche peculiari dal punto di vista  sia emotivo che fisico. Pertanto dobbiamo innanzitutto acquisire noi stessi consapevolezza nella gestione, che non si dovrà limitare a fornire supporto nella patologia ma dovrà innanzitutto lavorare precocemente nella prevenzione e successivamente nel riconoscimento rispettoso dei cambiamenti fisiopatologici età relati.

Sarà importante distinguere ciò che è la normalità nel soggetto anziano, cioè tutte quelle manifestazioni inevitabili dell’invecchiamento, che non si curano ma si gestiscono, dai segnali che rientrano nella norma, cioè che sono presenti in molti, ma non tutti i pazienti anziani e che talvolta rappresentano segnali precoci di malattia. Infine dovremo affrontare terapeuticamente le eventuali patologie nel rispetto della dignità dei nostri pets.

A tal fine le Linee guida per il paziente Senior,  indicano chiaramente che a partire circa dai 7-11 anni secondo le taglie nei cani e dai 7-8 nei gatti è raccomandare screening più frequenti e visite regolari che consentano al Veterinario di aiutare a riconoscere l’andamento dell’invecchiamento. L’invecchiamento infatti non è uguale in tutti i soggetti, ha una notevole variabilità individuale, correlata alla specie, alla razza quindi alla genetica di sicuro, ma anche all’ambiente e allo stile di vita.

La vecchiaia non deve essere considerata una malattia, ma un percorso da condividere con il proprio amico a quattro zampe, fatto di rispetto ascolto e presenza.

L’invecchiamento può essere “di successo” qualora di manifesti con prestazioni superiori alla media, “in salute” se progredisce senza patologie evidenti, oppure “in malattia/disabilità”. L’obiettivo della geriatria veterinaria è di ridurre quest’ultimo al minor tempo possibile. E’ un obiettivo perseguibile con una buona sinergia tra medico, paziente e caregiver, pertanto si deve promuovere una collaborazione fattiva e costante.

Il caregiver, la famiglia, devono diventare osservatori attenti di alcuni cambiamenti che sono spesso sottili e lenti nell’instaurarsi e pertanto più difficili da riconoscere e parlarne con il Medico Veterinario che valuterà come contestualizzarli.

I segnali da monitorare riguardano la sfera fisica ma anche comportamentale.

L’attenzione sui segnali di dolore cronico è prioritaria e prevede di valutare se il cane, ma anche il gatto, hanno una riluttanza al movimento, al salto, giocano meno, se interagiscono meno con i familiari e gli altri animali o se manifestano segnali di aggressività inattesi. Se si toelettano di meno o di più, con tendenza anche all’autolesionismo, se modificano le abitudini alimentari e di eliminazione (es. sporcano in casa o fuori dalla lettiera), se vocalizzano di più oppure di meno. Questi sono solo alcuni degli esempi più frequenti di manifestazione di dolore cronico, tuttavia vanno segnalate al Medico tutte le variazioni rispetto al consueto che andranno contestualizzate e interpretate anche con l’aiuto di un Medico Veterinario algologo e un Medico Veterinario esperto in comportamento.

Ricordiamoci che i nostri animali sono etologicamente portati a nascondere il dolore,  perciò dobbiamo essere consci della possibilità che sia presente anche quando sfugge alla nostra percezione. Nel dubbio che il nostro compagno di tante avventure possa andare incontro a dolore cronico con il progredire dell’età possiamo riorganizzare gli spazi in cui vive, secondo un’ottica diversa. Non serve stravolgere le nostre case ma semplicemente adottare alcune strategie come utilizzare delle ciotole rialzate per favorire una postura corretta durante la delicata fase della alimentazione, procurarsi tappeti antiscivolo negli spazi più utilizzati e nelle scale, oppure dotarsi di rampe per queste ultime e per l’auto. Procurare al gatto lettiere ampie con bordi ribassati, concepire gradini per salire nei luoghi rialzati, dotarsi di pettorine con maniglia per sorreggere i nostri cani nelle attività che prevedono piccoli salti

Anche la tipologia di attività fisica dovrà adattarsi al tempo che passa, mantenendosi costante e ricca di esperienze appaganti, ma calibrata sulla base delle nuove esigenze fisiche. Riconoscere le necessità dei nostri pet e accoglierle con grazia e amore rappresenta una splendida opportunità per arricchire e rinforzare il rapporto purché venga vissuta con rispetto e amore, lo stesso che loro ci danno ogni giorno da quando sono entrati nelle nostre vite. Ricordiamoci sempre che poter condividere l’età geriatrica con i nostri cani e gatti è un privilegio che non a tutti è concesso.

Con l’avanzare dell’età anche gli organi sensoriali possono andare incontro a deficit, diminuisce la capacità visiva, si riduce l’udito, così come la capacità di adattarsi ai cambiamenti e agli eventi stressanti; aiutiamoli evitando cambiamenti radicali della routine, stress non necessari, avviciniamoli con dolcezza, adattiamo le manualità e i gesti di affetto tenendo in considerazione quanto detto fiora anche rispetto alla possibile presenza di dolore cronico.

Tra i sensi una grande importanza hanno anche olfatto e gusto, che sono strettamente correlati e possono influenzare il rapporto con il cibo; se notate che i gusti e le preferenze cambiano, parlatene con il Veterinario. Anche l’aiuto di un Medico Veterinario esperto in nutrizione può essere di grande aiuto per adattare la dieta ai fabbisogni dell’età geriatrica.

 

In conclusione sottolineo una volta di più l’importanza di supportare questa fase della vita garantendo benessere e dignità, assecondando e accogliendo i bisogni, le paure, i deficit, accettando il cambio di ritmo ma garantendogli il loro ruolo all’interno del sistema famiglia. Continuiamo a comunicare con i nostri cani e gatti anziani, forse sentiranno meno la nostra voce ma ameranno sentire le nostre intenzioni, capiranno ancora l’amore, apprezzeranno l’adattamento e il rispetto degli spazi.

Quando poi inevitabilmente si arriverà al termine del percorso, sarà il rapporto a fare la differenza e ancora una volta il rispetto per chi ha affidato la propria vita alle nostre cure. Il sistema famiglia e il paziente geriatrico trarranno beneficio dall’aiuto di un professionista attento e empatico che possa accompagnare le decisioni finali supportando il legame uomo-animale che non si interrompe con la fine della vita terrena se è stato ricco di esperienze e emozioni che caratterizzeranno i ricordi nel tempo.

 

 

 

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